Presentazione tesi di diploma presso la Scuola Li.S.T.A. di Milano – Il giovane alato

Il destino del Puer è quello di volare, di sostare altrove, senza alloggiare mai in questo mondo. Il suo sguardo non è psicologico ma estetico. Dice però Hilman: “Dal Puer ci proviene il senso di destino e di missione; il senso di possedere un messaggio e di dover essere gli eterni coppieri degli dei”. Esso è la vocazione delle cose a raggiungere la propria perfezione, la vocazione delle persone verso il Sé. Per tale ragione, questo archetipo rappresenta uno degli elementi più dinamici della psiche, dato che quando per il Puer “qualcosa finisce è soltanto per dare corso a un nuovo inizio”. Jung, accanto ai limiti di questo archetipo, ne sottolinea le infinite risorse e le grandi potenzialità, affermando che, “[…] il fanciullo da una parte è insignificante, sconosciuto, soltanto un fanciullo, dall’altra parte è invece divino”. La mia scelta è quella di omaggiare il Puer affrontandone la fenomenologia in relazione ad alcune figure che incontriamo abitualmente nel cammino individuativo, quali l’Ombra, l’Anima e la Morte. L’impressione è che ogni dinamica descriva un paesaggio interiore che condensa in forma immaginale un momento cruciale della crescita del Puer verso la maturità e l’interezza.

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