Marie-Louise von Franz, Immaginazione attiva

In questa relazione vorrei affrontare il tema della specificità dell’immaginazione attiva in rapporto alle molte altre tecniche immaginative che in questo momento si stanno diffondendo in tutto il mondo. Oggi incontriamo spesso delle persone che hanno già praticato qualcuna di queste tecniche prima della loro analisi junghiana e trovo molto difficile insegnare loro come si procede verso l’immaginazione attiva « reale ». Propongo quindi di suddividere questo processo in quattro fasi differenti:

I. Innanzitutto, come voi ben sapete, bisogna svuotare la propria mente dai processi di pensiero dell’Io. E questo è già molto difficile per alcune persone che non possono arrestare ciò che appropriatamente i Buddisti Zen chiamano la « mente folle ». E’ facile farlo dipingendo ed ancora più facile giocando con la sabbia, ma solo quest’ultimo metodo offre immagini già esistenti alla mente, cosicché questa prima fase « improduttiva » viene di solito tralasciata e rischia di condurre a delle difficoltà più tardi, quando l’analizzando dovrebbe procedere verso l’immaginazione attiva « reale »…

Marie Louise von Franz, Zurigo

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